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Omicidio Stradale – L’importanza dei rilievi per la corretta ricostruzione della dinamica di un sinistro

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Omicidio Stradale – L’importanza dei rilievi per la corretta ricostruzione della dinamica di un sinistro

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Omicidio Stradale – L’importanza dei rilievi per la corretta ricostruzione della dinamica di un sinistro

(Relazione Per. Ind. Andrea Del Cesta) 

Negli ultimi anni si è assistito a un grande dibattito sul tema del “reato di omicidio stradale”: l’introduzione di una simile fattispecie è diventata ormai necessaria per diffondere la consapevolezza della reale pericolosità che comporta la guida in stato di ebrezza e/o con velocità estreme. Il testo proposto dalla 2a commissione permanente (Giustizia) del 27 maggio 2015 pone tre punti fondamentali: (1) la guida “in stato di ebrezza e/o di alterazione psico-fisica”, (2) il “cagionare per colpa”, (3) l’eccesso di velocità “in almeno il doppio della velocità consentita nelle strade urbane” o “in almeno 50 km/h oltre il limite vigente nelle strade extraurbane”.

 

Tralasciando gli aspetti di natura medico-legale, l’identificazione della “colpa” e la stima delle “velocità dei veicoli” sono demandate all’analisi tecnica della dinamica del sinistro. Analisi, il cui fondamento è rappresentato dai rilievi effettuati dal Personale di Polizia Giudiziaria che interviene sul luogo dell’evento. Con l’avvento del reato di Omicidio Stradale, il ruolo dell’Accertatore, inteso come forze di PG, ricoprirà quindi un ruolo estremamente fondamentale e di grande responsabilità, in quanto Egli assumerà la figura di “testimone” per tutti gli accertamenti non ripetibili che potranno fornire la prova per la determinazione delle colpe sopra elencate.


L’entrata in vigore di norme severe e punitive aumenterà perciò il dovere morale di chi è chiamato ad investigare le conseguenze di un sinistro, e comporterà la necessità di introdurre una precisa metodologia di indagine, che stabilisca la prassi per l’analisi dello stato dei luoghi ai fini della successiva ricostruzione. La scena di un sinistro contiene infatti un enorme quantitativo di informazioni, che l’analista ricostruttore può e deve utilizzare durante la fase di analisi. Sebbene alcune di esse possano essere reperite anche in momenti successivi all’evento, altre informazioni devono necessariamente essere documentate nell’immediatezza del fatto. Il primo progetto a livello nazionale in questo senso è stato l’introduzione della Norma UNI 11472 del Gennaio 2013, rivolta alla definizione di una procedura di rilievo univoca per tutte le forze di PG. La Norma stabilisce una ragionevole sequenza di operazioni da compiere durante gli accertamenti e, nel suo incipit, descrive la portata del lavoro da svolgere: “Devono essere rilevati tutti gli elementi riconducibili all’incidente. E’ opportuno rilevare anche tutti quegli elementi la cui pertinenza all’incidente risulti al momento dubbia (…)”.

Già allo stato attuale, la Norma inquadra quindi la necessità di un’indagine in cui niente sia trascurato. Nonostante ciò, a giudizio dello Scrivente, l’introduzione del reato di Omicidio Stradale renderà necessario definire un ulteriore fondamentale attività: la verifica e la documentazione di eventuali alterazioni della scena, operate – anche involontariamente – dalle altre persone presenti. Non di rado, infatti, i Vigili del Fuoco, il Personale Sanitario, i Testimoni etc. intervengono sulla scena contestualmente agli Accertatori. Nei sinistri per cui potrà configurarsi la fattispecie dell’omicidio stradale, sarà perciò necessario reperire informazioni su tutte le operazioni effettuate prima e/o durante gli accertamenti, e.g.: posizione e spostamenti dei mezzi di soccorso, modificazioni allo stato dei luoghi e dei veicoli, spostamenti delle persone all’interno della scena (anche se idealmente la strada dovrebbe essere chiusa al traffico per impedire il passaggio dei veicoli e quindi l’inquinamento del campo del sinistro.).


Durante le successive analisi sarà infatti fondamentale comprendere, ad esempio, se una traccia di liquido sia stata prodotta da una perdita di una radiatore durante la collisione o dalla condensa dell’impianto di condizionamento di un’ambulanza! A tal proposito, accertamenti eseguiti in date successive al giorno del sinistro, se non necessari, andrebbero sempre evitati, al fine di non incorrere in modificazioni della scena del sinistro per eventi successivi a quello in esame.




Tenendo conto di quanto sin ora discusso, con riferimento alla Norma UNI e alle pubblicazioni scientifiche nel settore, il seguente approccio al rilievo della scena di un sinistro può garantire un risultato efficace:

  1. rilievo fotografico preliminare della scena (mediante strumentazione fotografica di alta qualità e, in ora notturna, con adeguata illuminazione con lampade stazionarie di alta potenza.);
  2. individuazione degli elementi di evidenza (e.g. tracce, posizioni di quiete) con gessi/vernici/marcatori;
  3. rilievo fotografico dettagliato
  4. misurazioni e rilievo dell’ambiente circostante
  5. analisi dei singoli veicoli (prima del loro spostamento, spesso si rinvengono sui mezzi danni dovuti allo spostamento/trasporto da parte dei soccorritori).
  6. descrizione del sinistro, dell’intervento effettuato e di tutte le modificazioni alla scena intercorse durante lo svolgimento dei rilievo

La prima sessione di fotografie rappresenta una misura di sicurezza per il recupero delle informazioni che potrebbero andare accidentalmente distrutte e/o modificate nelle fasi successive. Durante tale fase, è quindi auspicabile mantenersi il più possibile al di fuori della scena. Nel passaggio successivo, le tracce deperibili (e.g. segni di pneumatico, tracce ematiche, etc.) vengono evidenziate – ma non coperte – con gessi e/o vernici. La seguente fase di scatti è votata alla documentazione degli elementi di evidenza e delle marcature effettuate, e può costituire la base per una successiva operazione di fotogrammetria 3D. Per garantirne la massima funzionalità ai fini della ricostruzione, le fotografie andrebbero scattate con i seguenti accorgimenti (tutti gli elementi dovrebbero essere numerati con appositi cartellini visibili nella documentazione fotografica e riportati in legenda e in planimetria):

a)     le tracce e le posizioni di quiete andrebbero fotografate rispetto alle direzioni di tutti i veicoli coinvolti, partendo da una distanza tale per cui l’intero piano viabile e gli oggetti di contorno (e.g. segnaletica) siano visibili; successivamente, ogni elemento di interesse potrà essere documentato avvicinandosi gradualmente.

b)     riprendere le posizioni di quiete anche da direzioni ortogonali all’asse stradale;

c)     i danni esterni ai veicoli, agli oggetti e le tracce andrebbero fotografate da tutte le posizioni cardinali, e ove possibile anche con panoramiche a 360°;

d)     nel caso siano rilevanti, corredare di fotografie anche gli accertamenti alle parti interne dei veicoli: stato degli airbag e delle cinture di sicurezza, danni agli arredi;

e)     nel dubbio, è preferibile fotografare tutti gli elementi che possono essere coinvolti nel sinistro – anche se ciò non sia immediatamente appurabile; inoltre è consigliabile attendere la rimozione dei mezzi per verificare e documentare la presenza di tracce sottostanti.

f)       durante la documentazione del piano viabile la fotocamera andrebbe tenuta il più possibile orizzontale, al fine di rendere evidenti eventuali pendenze.

g)     ove necessario è possibile documentare anche i tratti precedenti la zona della collisione, secondo le direzioni dei veicoli, allo scopo di verificare la segnaletica verticale presente.

I successivi passi, imprescindibili, comportano sia la raccolta delle informazioni metriche relative a tutti gli elementi di evidenza accertati sia la descrizione puntuale della scena, degli interventi effettuati, delle eventuali alterazioni. Facendo alcuni esempi concreti: sarà necessario documentare i segni di pneumatico (frenata, imbardata, accelerazione, traslazione) e loro eventuali discontinuità, frammenti di parti plastiche o meccaniche, liquidi, tracce di vernice, tracce ematiche e/o di liquidi organici o oggetti correlati al sinistro (indumenti, etc.), incisioni sul manto stradale. Dovranno essere accertare le posizioni di quiete dei mezzi e/o delle persone coinvolte - nonché verificare loro eventuali spostamenti prima dell’intervento – ed individuare il potenziale coinvolgimento di arredi urbani o di altri oggetti nel sinistro (e.g. alberi, pali). Per quanto concerne i veicoli, sarà necessario individuarne i danni, documentare eventuali abrasioni, tracce gommose e/o organiche, scalfitture; dovrà poi essere accertata l’assenza di alterazioni messe in atto prima dell’intervento; infine dovrà esserne documentato lo stato degli interni: segni sulle cinture di sicurezza (strappi, lesioni, intervento del pretensionatore), apertura degli airbag (e/o valutarne l’eventuale stato di disattivazione prima del sinistro), segni di impatto con gli occupanti o altri danni agli arredi. Descrizioni puntuali delle situazioni proposte ed ulteriori esempi possono essere reperiti all’interno della Norma UNI 11472.

Per concludere questa breve panoramica, che spero possa fornire validi spunti di riflessione, vorrei presentare una tecnologia relativamente recente (il grande sviluppo si è avuto a partire dal 2010) che permette di utilizzare quasi ogni macchina fotografica come uno strumento di misura in 3D. Tale tecnologia, denominata Multi-View-Stereo e afferente alla branca della Computer Vision, consente di utilizzare le fotografie per ottenere nuvole di punti tridimensionali dei soggetti fotografati. Rispetto alle classiche tecniche fotogrammetriche, gli approcci di questo tipo, non richiedono ne l’utilizzo di apparecchi dedicati ne sono vincolate alla classica ripresa stereoscopica.


E’ sufficiente riprendere il soggetto di interesse da più punti di vista per ottenere automaticamente un modello tridimensionale completo del soggetto stesso. Attraverso poche misurazioni prese sul posto, sarà poi possibile rimettere in scala la nuvola di punti per ottenere un modello con riferimenti metrici esatti (entro le approssimazioni accettabili per le esigenze della ricostruzione).

In una prossima pubblicazione verrà trattata nel dettaglio la teoria alla base di queste tecniche, saranno discussi gli aspetti pratici e applicativi e verranno presentati i limiti di affidabilità.

 

P.I. Andrea Del Cesta

Analista ricostruttore

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